La spesa sanitaria pubblica in Italia continua a registrare valori inferiori rispetto alla media dei Paesi OCSE ed europei. Secondo un'analisi della Fondazione Gimbe, basata su dati dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del prodotto interno lordo (PIL), in calo rispetto al 6,3% del 2024. Questo valore si confronta con una media del 7,1% sia nei Paesi OCSE sia in quelli europei.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha espresso preoccupazione per il "sottofinanziamento pubblico" che, secondo lui, ha compromesso la capacità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di garantire pieno accesso alle prestazioni sanitarie essenziali. "Il divario rispetto agli altri Paesi europei rappresenta una criticità strutturale che non può essere ignorata", ha dichiarato Cartabellotta.

Confronto Internazionale

Analizzando i dati comparativi, l'Italia si posiziona dietro 14 Paesi europei per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL. In Germania, ad esempio, la spesa raggiunge l'11% del PIL, mentre Francia e Svezia mantengono un distacco di circa tre punti percentuali sopra l'Italia.

Queste cifre sottolineano la necessità di un incremento del finanziamento pubblico per la sanità, soprattutto in vista della discussione sulla prossima legge di Bilancio. Senza interventi significativi, il rischio è quello di un ulteriore impoverimento del sistema sanitario pubblico.